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Le latomie non sono altro che delle cave di pietra
usate nell’antichità per trarre il materiale necessario alla
edificazione delle abitazioni e dei monumenti di Akrai. Furono
utilizzate, anche, nel corso dei secoli, come necropoli, come luoghi di
culto ed anche come abitazioni.
Le latomie acrensi sono importanti perché le pareti rocciose che le
delimitano testimoniano parte della storia della cittadina di Akrai.
Porta di accesso all'Intagliata
L’Intagliatella è ritenuta la cava di pietra più antica mentre
l’Intagliata, utilizzata successivamente, era in piena attività in
periodo ellenistico.
E’ importante notare i resti di una porta monumentale sottostante il
teatro greco, che si apriva su una via che conduceva all’Intagliata.
Avviandosi verso l’Intagliatella si è colpiti dal modo in cui la roccia
sia stata utilizzata: tombe greche, romane, cristiane, ipogei ed
abitazioni bizantine sembrano confondersi in un caos
storico-archeologico che testimonia come vivo e rapido, dopo tutto, sia
stato il ritmo di vita ed il secolare passaggio di questa gente.
Necropoli dell'Intagliatella
Normalmente nella parte più alta della roccia delle latomie si hanno le
testimonianza più antiche, i “quadretti votivi”. Lungo le pareti delle
cave ve ne sono tanti di questi incavi quadrangolari, di svariate
dimensioni: contenevano dei bassorilievi in calcare, in terracotta
oppure tavolette di legno dipinto. Erano questi luoghi sacri dedicati al
culto degli eroi, defunti eroicizzati che in tal modo venivano
ricordati.
Necropoli dell'Intagliatella
I più antichi bassorilievi risalgono al IV sec. a.C.: il loro uso si
protrasse fino al II sec. a.C. Man mano che la roccia veniva tagliata ed
asportata si abbassava il piano di camminamento e si abbassavano anche i
segni che l’uomo lasciava nello scorrere dei secoli. Un bassorilievo
spicca all’entrata dell’Intagliatella. E’ un grande quadro di m 2.13 x m
0.83 con due scene: nella parte sinistra, è raffigurato un sacrificio,
nella parte destra la figurazione del banchetto degli eroi.
Necropoli dell'Intagliatella.
Bassorilievo votivo
Al centro del rilievo vi è una figura di guerriero con lorica, tunica e
paludamentum, al fianco una corta spada, protende col braccio destro una
patera in atto di libagione; la figura accanto, con lungo mantello,
rappresenta probabilmente il sacerdote; a lato dell’area sacrificale tre
figure di giovani serventi del sacerdote.
La scena di destra rappresenta due personaggi sdraiati su una kliné ed
appoggiati col gomito sinistro su due cuscini, in basso una figura di
servitore. Enorme è l’importanza storico-archeologico di questi rovinati
bassorilievi, così descritti dal prof. L. Bernabò Brea:
La raffigurazione si riferisce al culto dei defunti ma l’interesse
particolarissimo del bassorilievo sta nella fusione di motivi greci e
romani e in particolare “di un motivo artistico eminentemente romano al
servizio di un concetto religioso essenzialmente greco”.
La datazione del bassorilievo è fissata dal Bernabò Brea nella prima
metà del I sec. a.C.
Necropoli dell'Intagliata
All’interno della latomia, oltre ai detti incavi dove stanno le stele
votive, si incontrano, sia a destra che a sinistra, ipogei e loculi
cristiani d’ogni genere. In queste sepolture, in gran parte dissepolte e
scoperte da Judica, si rinvennero corredi funerari e diverse
interessanti iscrizioni. Fra le tante sepolture, piccole e grandi,
rovinate o ancora ben conservate, da visitare quella in cui Scuderi
rinvenne l’ “iscrizione di Eutike”, caratterizzata da un armonioso
arcosolio monosomo. Seguono diversi interessanti ipogei che si
sviluppano talora in piani sovrapposti.
La più importante di queste catacombe, come evidenzia L. Bernabò Brea, è
la seconda dell’ordine superiore che rappresenta una finitezza ed una
accuratezza di lavorazione molto maggiore di tutte le altre. E’
caratterizzata da un bell’ingresso architettonico ed all’interno da
tombe a “tugurium” (a baldacchino) con raffinati intagli.
Interessante è, altresì, la vasta catacomba che si sviluppa su diversi
piani e che presenta sepolture adiacenti in serie, numerosi arcosoli
polisomi e belle tombe a baldacchino.
Particolare di tomba
L’Intagliata, al contrario dell’Intagliatella, si allunga su un piano
circolare delimitato da alte pareti rocciose su cui si aprono ipogei
cristiani. Da notare però che questa latomia è caratterizzata a Sud-Est
da un “complesso di catacombe, di ipogei e di sepolture ad arcosolio di
età cristiana e di grandissimo interesse”; nella zona Ovest da
caratteristici stanzoni quadrangolari, singoli o a gruppi
intercomunicanti, individuati come abitazioni troglodite bizantine.
Nella parte meridionale dell’Intagliata dove è concentrata l’area
sepolcrale, dell’intero complesso delle latomie acrensi, oltre a loculi
ad arcosoli, due splendide tombe centrali a baldacchino finemente
lavorate.
La più interessante delle abitazioni bizantine è la cosiddetta “grotta
dei cavalli” strutturata in quattro stanzoni rettangolari di varie
grandezze e un ampio vano ingresso su cui si aprono i tre ingressi delle
altre stanze.
Necropoli dell'Intagliata. Abitazioni
trogloditiche.
In questo luogo Paolo Orsi soleva appuntare le notizie degli scavi
Il teatro e le latomie sono situati al margine dell’antica polis greca e
nei pressi della porta siracusana. Il resto della città si estendeva a
Est, oltre l’ “agorà” che, come già detto, si trovava di fronte al
Bouleuterion. In quest’area, in seguito a scavi iniziati alla fine degli
anni ’50, sono venuti alla luce interessanti testimonianze archeologiche
e quella che ormai viene detta “la strada ellenistica”.
Strada ellenistica
Si tratta dell’arteria principale della polis, larga 4 m, ben
pavimentata di basoli, orientata sull’asse Est-Ovest.
Da notare che anziché ortogonali, le vie laterali sboccano sulla strada
principale con una particolare inclinazione a “lisca di pesce”. Questa
particolare conformazione urbanistica sembra dovuta alla necessità di
una protezione dai venti di tramontana che forti dovevano soffiare sul
pianoro acrense.
A Sud di questa zona, su un affiorante roccione, si aprono degli ipogei
cristiani e, di recente, oltre a fondamenta di diverse costruzioni, è
stato scoperto un interessante quanto misterioso monumento circolare che
gli archeologi non hanno ancora completamente studiato e quindi
classificato.
Resti di edificio non ancora
identificato
Recentissimi scavi condotti lungo il lato occidentale della strada
ellenistica hanno portato alla luce oltre a complesse sovrapposizioni
edilizie romane e bizantine su preesistenti costruzioni greche –
caratteristica questa dell’intera area urbana acrense che può presentare
un tratto greco-arcaico del VII sec. a.C. con altro tardo-imperiale del
IV sec. d.C. – una monumentale, sembra stoa greca.
Necropoli dell'Intagliatella
L’antica Akrai, come si può vedere da questi scavi che mostrano
monumenti importanti, rimane ancora nella massima parte inesplorata,
dimenticata. E’ auspicabile che le autorità competenti intraprendano
delle durature e continue campagne di scavi che possano portare alla
luce questa antica cittadina greca.